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La modernità ha portato l’uomo a usare sempre meno il proprio corpo per praticare un qualsiasi gesto atto a migliorare la salute in generale. Spesso siamo alla ricerca di metodi infallibili e velocissimi per modificare gli inestetismi o per poter migliorare uno stato di malessere psico-fisico e non ci ricordiamo che siamo il prodotto di un adattamento che avviene da circa 200.000 anni (comparsa dell’Homo sapiens). Uno degli adattamenti migliori, o peggiori a seconda di come lo si analizzi, è stato dato proprio dal cammino non più in quadrupedia e poi dalle soluzioni di calzature e relativa modifica del piede-postura-equilibrio nel tempo.

Ci adattiamo, è necessario farlo, a ciò che ci circonda e accade e quindi per sopperire alla mancanza di facili adattamenti alle negatività (tensioni, dolori, vizi posturali, ecc.) spesso non sapendo come risolvere la situazione, ci lasciamo andare innescando così una catena di reazioni psico-fisiche dannosissime. Tra i primi movimenti che il bambino acquisisce nel suo sviluppo, il “camminare” riveste la tappa più importante, lo trasforma in un “piccolo uomo”. E proprio il “camminare” ha permesso all’uomo preistorico di staccarsi da terra con le braccia, di spostarsi anche per lunghi percorsi, riuscendo così a procurarsi più cibo e ad ampliare le sue relazioni sociali. Ai giorni nostri con la carenza di movimento della nostra società, il ritorno al “camminare” permette di aumentare

l’attivitàfisica in modo ideale. Non sono richiesti infatti programmi speciali di allenamento, abbigliamento o abilità particolari, bastano un buon paio di scarpe e i normali vestiti adeguati alla stagione, sono gli elementi indispensabili a cui ovviamente va aggiunta la propria determinazione a muoversi con regolarità e continuità nel tempo.

Il “camminare” è accessibile a tutte le età, dall’infanzia ai giovani, dalla media età agli anziani e adattato alle varie situazioni, anche ai soggetti con patologie. Anzi proprio per alcune di esse il consiglio del medico è di camminare con regolarità: diabete, cardiopatie stabilizzate, sindrome dismetabolica, obesità sono le indicazioni più note, ma molte altre traggono beneficio da questo tipo d’attivitàfisica che diventa utile anche nel prevenirle.

Effetti positivi si realizzano a carico del sistema cardiocircolatorio: la capacità funzionale cardiovascolare è più efficace, per cui si riduce il consumo di ossigeno del cuore ed aumenta la quantità di sangue pompato, si riduce la frequenza cardiaca a parità di carico di lavoro, la circolazione migliora e con le pareti dei vasi più elastiche si riduce anche la pressione arteriosa (8-10 mmHg) nei soggetti con pressione alta. Contemporaneamente si modifica il metabolismo dei grassi e degli zuccheri: aumenta il colesterolo “buono” HDL, si riduce quello “cattivo” LDL, si riduce l’eccesso di peso, migliora la sensibilità all’insulina prevenendo il diabete, si riducono i livelli di fibrinogeno e l’adesività delle piastrine prevenendo le trombosi. Agendo su più fronti il “camminarepreviene così il rischio di infarto, arteriosclerosi e ictus. Contemporaneamente si realizzano effetti benefici anche sull’apparato respiratorio, rinforzando i muscoli della gabbia toracica ed aumentando il volume d’aria inspirato: anche in questo caso se ne avvantaggia l’efficienza di un organo importante per lo scambio gassoso, risultando il “camminare” un’attività aerobica per eccellenza. Il polmone, e di conseguenza tutto l’organismo, traggono il massimo del vantaggio se si cammina all’aperto, in città in un ambiente salubre come un parco o in collina o in montagna, comunque fuori dal traffico.

Miglioramenti si registrano anche a favore dell’apparato osteo-articolare che muovendosi in modo naturale mantiene o addirittura accresce l’elasticità di tendini e legamenti, favorisce la deposizione ossea nel giovane con prevenzione poi dell’osteoporosi, ristabilisce ove possibile la mobilità della colonna vertebrale, con l’obiettivo di evitare il mal di schiena. Il muscolo, più ossigenato e stimolato dal “camminare”, si irrobustisce e rinforza permettendo anche un miglior equilibrio statico e dinamico. Perfino i piedi, sollecitati dalla compressione e dal rilasciamento, agiscono da pompa per un efficace ritorno venoso. E non potevano mancare gli effetti psicologici: “camminare” produce rilassamento e contribuisce a migliorare il tono dell’umore, riducendo la depressione e lo stress mentale.

Ma come per l’uomo ci sono state e continuano ad esserci evoluzioni, così anche per il camminare. Modifica evolutiva positiva del camminare è data dal Nordic Walking, una pratica sportiva che pensa soprattutto al benessere e poco alla competizione. Uno sport adatto a tutti, da praticare all’aria aperta che permette di recuperare la forma fisica, ma anche il contatto diretto con la natura. Aggiungendo l’uso dei bastoncini per gli arti superiori vengono attivati muscoli della parte superiore del corpo, normalmente poco usati, con una maggior spesa energetica, ma senza un significativo aumento della sensazione di fatica. Si è così in grado di sostenere uno sforzo maggiore e più a lungo rispetto al normale camminare, aumentando la propria performance cardiovascolare. Considerato che si tratta di un’aggiunta tecnologica semplice ed economica, che non richiede abilità particolari se non un minimo addestramento, il Nordic Walking è alla portata di tutti. Nata qualche anno fa in Finlandia come tecnica di allenamento per lo sci di fondo, la camminata nordica si è andata via via imponendo anche in Italia, è facile da apprendere, non prevede un’attrezzatura tecnica particolare oltre ai bastoncini e soprattutto non è stata pensata solo per gli sportivi essendo adatta ad ogni fascia di età, è praticabile ovunque lungo i sentieri e garantisce importanti risultati dal punto di vista fisico.

Camminare con i bastoncini secondo la tecnica nordica infatti è tra le discipline più indicate per perdere peso, per chi soffre di dolori articolari alla schiena o alle ginocchia, per chi deve recuperare la forma dopo dei traumi. Un altro vantaggio del Nordic Walking è che utilizza la palestra naturale che ci circonda e in cui siamo fortunatamente ancora immersi permettendoci così di riscoprire paesaggi dimenticati o addirittura sconosciuti del nostro territorio.

È necessario avere consapevolezza che il sempre citato “mens sana in corpore sano, non è unicamente una massima più o meno conosciuta, bensì paradigma indispensabile del vivere bene; per una piena consapevolezza del vivere bene non è possibile disgiungere corpo e mente e ogni mal-essere si alimenta di cause-effetto che risiedono nel nostro essere stesso.

L’attività di Nordic Walking rientra nella sfera di quelle che possono definirsi discipline dolci, permettendo altresì di potenziare, allungare e modellare la muscolatura senza stressarla, agendo prioritariamente sulla postura.

A volte ricerchiamo un “toccasana” per la nostra salute tra diete speciali, integratori, farmaci e non ci accorgiamo di avere a portata di mano e di piede, uno strumento che ci garantisce un benessere psico-fisico importante, il “camminare”: approfittiamone!

 

“La gente, di solito, considera un miracolo camminare sull’acqua o per aria,
ma io credo che il vero miracolo sia camminare sulla terra”
Thich Nhat Hanh

 

Postural Nordic Walking

di Lucio Coccarelli